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"Rebecca una farfalla piena di sogni"

C’era una volta, in un bosco lontano lontano, pieno di grandi alberi e tanti piccoli animaletti, un piccolo bozzolo verde.

"Rebecca una farfalla piena di sogni"
Se ne stava lì, incurante di tutto ciò che accadeva intorno, sole, pioggia, intemperie; nulla gli dava fastidio. Gli altri animaletti del bosco si chiedevano: “Chissà che cos’è, chissà chi c’è dentro, da fuori non sembra molto carino…!” e così ogni giorno prendevano in giro il piccolo povero bozzolo verde.
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Ogni giorno… fino a che qualcosa, inaspettatamente, un giorno cambiò. Era una giornata baciata da tanti raggi di sole, il cielo azzurro e i prati fioriti. Il piccolo bozzolo iniziò a muoversi agitandosi, gli altri animaletti intorno si intimidirono un attimo, fino a che davanti ai loro occhi si mostrò l’essere più bello, dolce, leggero ed elegante che avessero mai visto.

Aveva ali coloratissime e fini ed un musetto tanto simpatico. “Finalmente!” disse la piccola farfalla, “dopo tanto tempo finalmente posso vedere la luce del sole ed accarezzare il vento con le mie ali! Il mondo è splendido e nasconde tante sorprese, voglio girarmelo e imparare tante tante cose!”.

Una piccola apina che passava di li si fermò incuriosita. “Ciao!” le disse “E tu chi sei?” “Mi chiamo Rebecca” rispose la farfalla “sono appena nata e il mio sogno è quello di girare il mondo”. “Ma che bello!” Le rispose la piccola apina “ spero tu possa vedere tutte le meraviglie che questo mondo ci offre, così che tu possa diventare una farfalla bella e saggia”. “Grazie!” le rispose Rebecca “partirò subito, oggi stesso. Non vedo l’ora!”.

E così, Rebecca decise di riposarsi un attimo prima di affrontare il grande incredibile viaggio. Pensò a dove poter andare… e nel frattempo si posò su un FIORE.

Rebecca si mise in viaggio. Aveva gli occhi grandi e pieni di sogni e speranze. Non voleva accontentarsi, voleva iniziare visitando una delle più grandi e imponenti città del mondo, piena di grattacieli e tante culture diverse: NEW YORK.

“Cavoli, mi è proprio piaciuta questa città!” disse Rebecca. “Quanti popoli diversi, culture diverse…quante luci e quanti grattacieli! Vorrei girare ancora un po’ da queste parti… mi han parlato di un luogo molto particolare, pieno di gente strana, ricca e con case immense… e perdindirindina, mi han detto che ci girano anche un sacco di film! Ho deciso: si vola verso HOLLYWOOD!”

“Caspita, che posto incredibile è questo… quante ville con viste incredibili, quanti attori e quante attrici… è tutto così irreale!” . Rebecca volava e volava, sorvolando tutti i set della città; guardava incuriosita fino a che si imbattè in due strani individui. Erano vestiti con pantaloni neri, una camicia bianca ed una cravatta. E un grande paio di occhiali da sole. “quei due sembrano proprio buffi!” pensò Rebecca, “voglio andare a conoscerli”. E fu così che Rebecca ebbe l’onore di conoscere una delle coppie più pazze di Hollywood: i BLUES BROTHERS.
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“Quanto mi avete fatto divertire voi due!” disse loro Rebecca. “ Siete una coppia troppo pazza! Ma come fate a tenervi sempre così in forma?? “ “Semplice” rispose uno dei due “ Quasi ogni giorno passiamo le nostre giornate in PALESTRA… ma ovviamente guardiamo gli altri che si ammazzano di lavoro mentre noi ci divertiamo a cantare e far danni in giro!!”

Certo che a vedere tutta quella gente che si aggirava tra pesi e panche per gli addominali a Rebecca venne una gran fame. L’ora di pranzo era passata da tempo e il suo stomaco si faceva sentire parecchio, non faceva che brontolare..! “Sarà meglio che metta qualcosa sotto i denti!” pensò. Salutò i due fratelli più pazzi del cinema e si fece indicare un buon posticino per mangiare.

“Mmmm… La Farfalla Golosa… quel posticino sembra fatto apposta per me!” sorrise Rebecca. E in men che non si dica entrò il quel piccolo elegante RISTORANTE fatto su misura per lei.

Rebecca gustò tutto ciò che quei simpatici cuochi gli proposero: una super carbonara, un pollo arrosto con tante patatine e un grande tiramisù. Aveva la pancia decisamente piena, ora sì che poteva riprendere il suo viaggio! Ma due strane donne in quel momento attirarono la sua attenzione. Avevano un grande boa nero sulle loro spalle e non facevano che discutere e fare a gara a chi fosse la più bella tra loro! Erano molto buffe, tanto che Rebecca non potè trattenere una piccola risata: una delle due era una spilungona secca come un palo, l’altra così piccola che le arrivava quasi all’ombelico..! facevano davvero sorridere… “Sembrano L’ARTICOLO IL” si disse Rebecca…

Rebecca decise di seguire le due prime donne. Era curiosa di sapere dove fossero direzionate vestite così eleganti. Dopo qualche metro, ebbe la sua risposta. “Uao, stanno andando a vedere uno spettacolo! … sembra interessante! Non vedo l’ora di scoprire com’è guardare un’opera così importante e bella all’interno di un TEATRO… ”

“Che spettacolo stupendo!” disse Rebecca, “se non fossi così stanca certamente andrei a vederne un altro!” . Ma Rebecca sapeva bene che aveva bisogno di riposarsi, il viaggio era ancora lungo, aveva ancora tante troppe cose da visitare e scoprire. Mentre pensava a dove potersi fermare per riposare un pochino si ritrovò in riva al mare. “Che posto meraviglioso” disse “ vorrei tanto ammirare per un po’ questo posto meraviglioso, ricco di pace con questo mare immenso….” . Non lontano da li trovò una conchiglia vuota. Decise di coricarvisi dentro con il suo esile corpicino e, mentre ammirava orizzonti lontani, si addormentò.
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Quando si svegliò, si accorse di trovarsi in un ambiente totalmente diverso da quello in cui si trovava prima. Grandi e piccoli pesci colorati le giravano intorno, cavallucci marini e coralli riempivano questo nuovo scenario. La corrente aveva trascinato Rebecca IN FONDO AL MAR.

Cammina cammina, Rebecca arrivò una zona molto cupa. Tutto sembrava senza luce e speranze. La piccola farfalla Rebecca si ricordava bene cosa le aveva detto il saggio BrucoMela: “devi raggiungere la Stanza delle Sirene, là troverai le indicazioni che ti porteranno alla scoperta del tuo segreto.”Cercava di temere il meno possibile le correnti e gli sguardi minacciosi di squali e polipi, facendosi strada tra le densità delle scure acque dell'oceano con le sue esili ali di farfalla. “Sembra di essere all’ INFERNO” pensò Rebecca.

Non passò molto tempo che un grande vascello nero le passò davanti. Aveva cannoni pronti a sparare, grandi vele bianche e tanti uomini che urlavano e combattevano. Molti avevano un occhio coperto da un quadratino nero, altri una gamba o un braccio di legno, ferite riportate dalle numerose battaglie affrontate nei mari di tutto il mondo. Rebecca alzò gli occhi e per un attimo sgranò gli occhi. C’era un’enorme bandiera nera con un teschio bianco e due ossa incrociate che la osservava minacciosa. E allora capì: erano I PIRATI!

Rebecca decise di posarsi con le sue esili zampine su una grande botte di vino sulla nave. Era curiosa di vedere dove questa nave fosse diretta.

Approdò su un’isola.

“Che strana isola è mai questa!” Pensò Rebecca guardandosi perplessa intorno a sé.

Niente piante, niente pappagalli, …E niente farfalle soprattutto! Niente amici...

Ma dov'era mai capitata? La sabbia era color azzurro e luccicava d'argento al sole!

Poco più in là un gruppetto di bimbi che si diceva non invecchiassero mai, giocava spensierato.

“Benvenuti sull’ ISOLA CHE NON C’E’!” urlò un vecchio pirata di nome Spugna.

Rebecca volò sulla spalla di uno di quei bimbi visti appena arrivata su quella strana isola. “ciao, io sono Rebecca e tu?” “Io mi chiamo Peter” rispose il ragazzino, “e questi sono i miei amici, i bimbi sperduti. Oggi siamo riusciti a rubare ai pirati delle grandi goloserie depredate durante i loro viaggi. Ti va di assaggiarle? Sono dolci e colorati, dicono si chiamino CHUPA CHUPS…”
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“Sono buonissimi!” esclamò Rebecca. “E sono davvero felice di averti conosciuta Peter. Ma è ora che io mi rimetta in viaggio…” “Aspetta!” le disse il ragazzino. “Non puoi andar via senza prima aver visto una delle grandi feste che animano quest’isola… questa sera verrai con noi e sarai una nostra ospite. Forza andiamo! Si va alla FESTA ARABA!”

Si diresse verso la folla, verso la festa. Si danzava e si cantava, si divertì coi bimbi sperduti per tutta la notte.

L'indomani si svegliò adagiata sul ramo di una pianta di cocco; aprendo gli occhi si lasciò cullare dalla calda luce del sole e si perse ad osservare il cielo azzurro.

Guardava le nuvole, cercando di scovare qualche forma famigliare tra le stesse. Ecco, esclamò, quella nuvola è a forma di gatto! E quella sembra un fiocco...

E quell'altra ancora...

Un momento!, esclamò restando immobile per alcuni istanti.

Quella nuvola è a forma di freccia e sembra indicare una direzione.

Allora Rebecca si levò in silenzio e tornò a volare, quelle NUVOLE la stavano aspettando…

“Come sono in alto!”, pensò tra sé e sé Rebecca scrutando il panorama sotto le sue ali.

Così in alto che le riusciva di vedere quasi mezzo pianeta.

La nuvola seguitava sempre più in fretta e Rebecca cercava di non perderla di vista, sbattendo le sue ali più veloce che poteva.

Era stanca e al limite delle sue forze, ma sapeva di non potersi arrendere. Non proprio ora che sentiva di essere a un passo dalla meta.

D'un tratto la nuvola si fermò e Rebecca tirò un grande sospiro di sollievo.

“Siamo arrivati?”, domandò con fiato corto.

La nuvola svanì e la piccola farfalla si sentì nuovamente nel bel mezzo del nulla.

Di fronte a sé un'immensa luce bianca sembrava chiamarla: tutto era così limpido e sereno, così delicato. Rebecca si sentiva finalmente a casa.

Una grande farfalla bianca le si avvicinò salutandola, dandole il benvenuto nel suo nuovo mondo; IL PARADISO. Là sarebbe rimasta per sempre, circondata da amici e sorrisi. Rebecca come tutte le farfalle più belle, ignorava il suo segreto: avrebbe potuto vivere un giorno soltanto.

Eppure, il battere delle sue piccole ali ricoprì la Terra di una dolce e leggera brezza che si sarebbe propagata nei venti del mondo da quell'istante sino all'eternità.



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